L'Origine delle Guerre
"Che triste è quello delle guerre, verità, Ellenica, cielo? diceva a mia moglie stando guardando le notizie per il televisore un venerdì nella notte. Ella mi guardò con un sorriso svogliato e, immediatamente, disse: "Tuo vuoi avere sesso con me, non è certo?". "Che cosa -ribattei-, per caso non posso essere sensibile per un istante!". "Sì, chiaro", rispose. E mettendosi finì in piedi per dire: "Vado a letto, domani mi alzo molto presto. Per certo, ho emicrania. Cosicché, per favore, non salire molto al volume della tele." Fece il giro ed andò via. Mentre si allontanava, io rimanevo immobile, confuso, osservando con un certo morbo il movimento gelatinoso di suo flaccido e grasso posteriore tanto quotato in un altro tempo. Chi era quella donna alla quale io chiamavo moglie?
Subito spensi la televisione e le luci della casa, eccetto il faretto della sala; mi appoggiai nella poltrona e, tentando di dimenticare quello cattivo momento, mi misi a leggere, come se fosse la prima volta, "L'Ilíada" di Omero per riflettere sulle cause che originano la guerra.
La Mosca
Dicono che sono un uomo che "non ammazza né una mosca." Quello non ha, per me, la minore importanza. Soprattutto se consideriamo che il mestiere di ammazzamosche non è molto rimunerativo. Inoltre, le mosche sono un buon sintomo della decadenza. Cioè che un buon economista può dedurre la situazione finanziaria dal mondo a partire dal numero di mosche che conti in un giorno. Non deve contarloro tutte, basta prendere una dimostrazione. Benché in questo campionamento fosse buono includere a tutti i continenti; migliore ancora, a tutti i paesi. Non sia che qualcuno si siede offeso per non essere preso in conto.
Non è raccomandabile fare questo lavoro in epoche di fredde —e chissà sia buono considerare la situazione delle regioni polari—, poiché le mosche tendono a farsi le morte quando la temperatura diminuisce drasticamente. Non si tratta della sindrome del politico o tlacuache; non bisogna confondersi.
Le mosche, inoltre, non vivono molto tempo. Ma a volte sono tante che uno crede che sono sempre le stesse. Ugualmente, è buono dimenticarsi della generazione spontanea della quale parlava con tanta insistenza quello tale Adam Smith. E benché suoni ripugnante, deve ricordarsi che le mosche nascono in vermi che, in certe specie, si alimentano di carne morta. Cosicché un buon sociologo potrebbe capire il fenomeno dello sfruttamento demografico o quello suicido a partire dal numero di verme-mosca che nascono e muoiono all'anno:
"Che triste è quello delle guerre, verità, Ellenica, cielo? diceva a mia moglie stando guardando le notizie per il televisore un venerdì nella notte. Ella mi guardò con un sorriso svogliato e, immediatamente, disse: "Tuo vuoi avere sesso con me, non è certo?". "Che cosa -ribattei-, per caso non posso essere sensibile per un istante!". "Sì, chiaro", rispose. E mettendosi finì in piedi per dire: "Vado a letto, domani mi alzo molto presto. Per certo, ho emicrania. Cosicché, per favore, non salire molto al volume della tele." Fece il giro ed andò via. Mentre si allontanava, io rimanevo immobile, confuso, osservando con un certo morbo il movimento gelatinoso di suo flaccido e grasso posteriore tanto quotato in un altro tempo. Chi era quella donna alla quale io chiamavo moglie?
Subito spensi la televisione e le luci della casa, eccetto il faretto della sala; mi appoggiai nella poltrona e, tentando di dimenticare quello cattivo momento, mi misi a leggere, come se fosse la prima volta, "L'Ilíada" di Omero per riflettere sulle cause che originano la guerra.
La Mosca
Dicono che sono un uomo che "non ammazza né una mosca." Quello non ha, per me, la minore importanza. Soprattutto se consideriamo che il mestiere di ammazzamosche non è molto rimunerativo. Inoltre, le mosche sono un buon sintomo della decadenza. Cioè che un buon economista può dedurre la situazione finanziaria dal mondo a partire dal numero di mosche che conti in un giorno. Non deve contarloro tutte, basta prendere una dimostrazione. Benché in questo campionamento fosse buono includere a tutti i continenti; migliore ancora, a tutti i paesi. Non sia che qualcuno si siede offeso per non essere preso in conto.
Non è raccomandabile fare questo lavoro in epoche di fredde —e chissà sia buono considerare la situazione delle regioni polari—, poiché le mosche tendono a farsi le morte quando la temperatura diminuisce drasticamente. Non si tratta della sindrome del politico o tlacuache; non bisogna confondersi.
Le mosche, inoltre, non vivono molto tempo. Ma a volte sono tante che uno crede che sono sempre le stesse. Ugualmente, è buono dimenticarsi della generazione spontanea della quale parlava con tanta insistenza quello tale Adam Smith. E benché suoni ripugnante, deve ricordarsi che le mosche nascono in vermi che, in certe specie, si alimentano di carne morta. Cosicché un buon sociologo potrebbe capire il fenomeno dello sfruttamento demografico o quello suicido a partire dal numero di verme-mosca che nascono e muoiono all'anno:
quantità totale di nascite di vermi all'anno
diviso tra
quantità totale di vermi morti all'anno
x
365 giorni -(giorni di vacanza + altre festività) / 100
diviso tra
quantità totale di vermi morti all'anno
x
365 giorni -(giorni di vacanza + altre festività) / 100
Con questi dati, i governi avrebbero più chiara l'idea sulla situazione dei suoi paesi rispettivi. E pertanto, integrerebbero una migliore proposta per lo sviluppo sociale. Ci sarebbe chissà un po' più di lavoro per i gruppi ecologista. Ma né modo, la scienza richiede di sacrifici.
D'altra parte, sarebbe buono creare alcuno associazione che investighi sulle cause che originano la morte precoce delle mosche, e se questo ha qualcosa a che vedere con qualche tipo di stress. Talvez fino a potremmo scoprire qualche tratto di intelligenza in esse, come hanno dimostrato alcuni famosi antropologi rispetto a certe società primitive. Perché non pensare alla filosofia moscardiana, per esempio?
Infine. Molte cose è per imparare con l'aiuto di questi insetti. Cosicché ammazzare una mosca, nomás per ammazzarla, è un atto della cosa più detestabile e pigro che possa esistere. Per quella ragione, io non ammazzo "né una mosca", preferisco collezionare cadaveri umani.